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I riti della settimana Santa in Puglia

I riti della settimana Santa in Puglia

06.04.2020

Visitare la Puglia nel periodo pasquale è un’ottima occasione per assaporare i sapori primaverili e ammirare i colori che la nostra terra offre, ma è anche un’opportunità per assistere alla tradizione dei riti della Settimana Santa e in particolare alle Processioni dei Misteri, che animano le strade e le chiese di tutte le città. Così come in quasi tutte le regioni del Sud, già a partire dal XVI secolo, questa tradizione religiosa si afferma fino ad arrivare ai giorni nostri, alimentata dalla devozione dei fedeli e dalle tante Confraternite.

Visitare la Puglia nella Settimana Santa è un’esperienza davvero suggestiva e coinvolgente.

A partire dal venerdì, la Processione dei Misteri mette in “Scena”, quasi in forma teatrale gli ultimi momenti della vita di Cristo dalla passione, alla morte, fino alla resurrezione e ascensione, attraverso l’utilizzo di antiche statue lignee, che vengono sostenute dai fedeli e dagli appartenenti ad antiche Confraternite, che indossano tuniche, cappucci e spesso scalzi, insieme alle donne che piangono e si lamentano come nelle antiche marce funebri. Non dimentichiamo poi le varie processioni in onore della Madonna dell’Addolorata o Desolata la cui caratteristica della statua lignea è di essere vestita con abito a lutto, di stoffa nero e con un pugnale che trafigge il cuore, la cui devozione è davvero sentita. Diventa così un evento religioso misto a tradizioni folkloristiche, che creano uno scenario davvero coinvolgente sia per i fedeli e le comunità, che per gli stessi turisti.

Da Nord a Sud della Puglia quasi tutte le città hanno la loro Processione dei Misteri, insieme a tanti riti particolari propri di ogni paese, ma ne racconteremo alcune tra le giornate più emozionanti da non perdere se ci si imbatte in una di queste località durante la Pasqua.

Per chi desidera trascorrere la Pasqua sul Gargano, consigliamo Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis. Monte Sant’Angelo, località a vocazione religiosa conosciuta per la presenza della Grotta di San Michele, mantiene viva un’antica tradizione pasquale dal Giovedì Santo, chiamata il Grano del Sepolcro, appunto giorno dei “Sepolcri”, o meglio della reposizione, quando tutte le chiese restano aperte di notte per pregare. Secondo un’antica tradizione le case vicine alle chiese hanno l’ingresso aperto, le luce accese e le coperte importanti sul letto matrimoniale, mentre da alcune chiese provengono profumi particolari che ricordano gli aromi utilizzati per l’imbalsamazione di Cristo prima della Crocifissione. Il Venerdì mattina molto presto nella chiesa di San Benedetto si canta “Il Mattutino delle Tenebre” e vengono recitate 3 Notturni seguiti da Lodi, utilizzando il latino ma non seguendo le melodie gregoriane, ma in questo caso antiche “melodie Locali”, tramandate di generazione in generazione con voci soliste, accompagnate da un organo del ‘700. Allo spegnersi della candela, che annuncia la morte di Cristo, tutti i partecipanti battendo le mani sui banchi della chiesa, emettono un rumore cupo, che simboleggia la natura sconvolta si fronte alla morte.
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Procedendo verso l’entroterra una sosta merita la piccola località di San Marco in Lamis, con una popolazione di circa 15mila abitanti che mantiene un’antica tradizione, a partire già dall’alba del Venerdì Santo. L’Arciconfraternita dei Sette Dolori porta in processione la statua della Madonna dell’Addolorata per la visita ai Sepolcri (le varie chiese del paese), il tutto accompagnato da canti commoventi che coinvolgono l’intera comunità. La particolarità è legata all’accensione di un grande falò (la Faloja) sostenuto da carri che seguono e scortano la Madonna durante i Sepolcri. Questo rito riprende l’antica tradizione delle “Fracchie” ovvero vere torce di notevoli dimensioni che venivano preparate e utilizzate già dal Giovedì Santo di notte per illuminare le strade e il percorso della processione. Nel tardo pomeriggio inizia la processione dei Misteri insieme a centinai di fuochi accesi (le Fracchie) con i confratelli vestiti di nero a lutto. Restando fino alla Domenica di Pasqua si potrà assistere ad una nuova processione questa volta di rinascita, con la statua della Madonna vestita a festa e incoronata, mentre i confratelli indossano con la divisa festiva, seguiti da tutti gli abitanti.

Spostandoci più a Sud verso la sesta provincia, ci si imbatte nell’area che comprende i molti castelli federiciani, da Castel del Monte, al Castello di Trani e Barletta, dove scoprire antichi riti pasquali ancora molto presenti nella tradizione locale.

Il venerdì Santo tra tutte le processioni dei Misteri per la rievocazione della via Crucis, da non perdere è quella che si svolge ad Andria, nelle strade del centro cittadino in un percorso prestabilito, nel tardo pomeriggio. Il rito che coinvolge tutta la comunità e molti fedeli insieme ai confratelli trasportano sulle spalle tutte le 8 statue lignee del ‘700 che raccontano i vari momenti della Passione, precedute da 20 croci lignee dipinte, anch’esse portate a spalla dalla Pia associazione dei Crociferi. Chiude il corteo il Vescovo con la teca che racchiude la Sacra Spina, reliquia presente in città dal 1308, donata dalla principessa Beatrice d’Angiò.
https://www.turistinpuglia.it/it/scheda-tour/22/tour-di-andria-itinerario-del-gusto

Anche la Processione dei 5 Misteri che si svolge a Molfetta è un’antica tradizione che ha inizio nel cuore della notte alle 3, le cui statue vengono sostenute a spalla con un incedere lento sulle note di marce funebri.

Una sosta merita il rito del sabato mattina per l”Inno alla Desolata” a Canosa di Puglia, quando di buon mattina si porta in precessione la statua della Madonna dell’Addolorata, preceduta da bambini vestiti da angioletti, mentre dietro la Statua un cospicuo numero di donne vestite di nero a anche con il volto coperto, urlano una versione dello Stabat Mater di Jacopone da Todi, creando un’atmosfera davvero emozionante e ricca di pathos, che viene placata solo dalla contemplazione del dolore della Madonna.

La domenica si può concludere la Pasqua a Ruvo di Puglia, per la processione del Cristo Risorto e per la scoppio delle Quarantane. Quest’ultime sono dei fantocci con sembianze di vecchie signore vestite di nero, che vengono appese agli incroci delle strade il primo giorno di Quaresima come simbolo di penitenza e che il giorno di Pasqua vengono fatte esplodere come simbolo si rinascita.

Proseguiamo scendendo ancora più a Sud di Bari per una sosta a Conversano il cui simbolo della Settimana Santa è il crocifisso con statua nera del Cristo, chiamato anche Gesù dell’Isola, in legno e cartapesta del XVII sec. custodita nella chiesa della Madonna dell’Isola, appena fuori la città. Dal Giovedì sera presso la Chiesa, i Fedeli si recano per il “Rito del Bacio” al Crocifisso in segno di ringraziamento e alle 3 del mattino del Venerdì Santo parte la processione che arriva in città e rientra alle 13. Alle prime ore dell’Alba i fedeli intonano una Ninna Nanna in vernacolo conversanese, muniti di torce e fiori e al passaggio della Statua molti possono ancora baciare il Cristo.

Scendiamo più a Sud verso il mare Ionio, una tappa merita Taranto e la suggestiva e coinvolgente processione della Beata Vergine Addolorata, portata in processione dalla mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì e, pensate, dura 14 ore. Parte dalla chiesa di San Domenico nella città vecchia per giungere nella parte nuova della città. Il corteo vede la partecipazione oltre che dei fedeli di 2 confraternite di San Domenico e di Maria S.S. Addolorata, il cui abbigliamento è composto da tuniche bianche, incappucciati e una corona di spine finta nera sul capo, che rende tutto molto emozionante grazie anche al suono particolare di uno strumento musicale in legno, “La Troccola” che apre la processione.

Per assistere invece ad una vera rievocazione teatrale della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Crocifissione, potete recarvi a Ginosa, dove il Sabato si mette in scena questa rappresentazione nella caratteristica Gravina. Un vero spettacolo a cielo aperto e dove poter essere spettatori di un evento unico, considerando che il territorio cricostante sembra proprio riprodurre le caratteristiche morfologiche della Palestina.

Infine procedendo nel cuore della Puglia, il Salento, potete imbattervi anche nelle piccole località come quelle della Grecia Salentina (Calimera, Castrignano dei Greci, Cutrofiano, Martano solo per citarne alcune) per assistere ai “Canti di Passione”, ovvero una rassegna musicale composta da musicisti e cantanti provenienti da tutta l’Italia Meridionale, per consegnare ai fedeli e spettatori, la tradizione religiosa musicale del territorio.

Ultima tappa di questo lungo racconto è Gallipoli e ci spingiamo quindi fino al mare, dove a partire dal tramonto del Venerdì Santo possiamo assistere alla processione delle statue dei Misteri Dolorosi, che termina la notte del sabato. Il corteo è accompagnato dal suono della “Trozzulla”, realizzato in legno con sonagli metallici, da un tromba e da un tamburo stonato. All’alba poi del sabato prosegue la processione della Desolata, questa volta la statua è seduta su un trono ai piedi del crocifisso trasportata dai confratelli di Santa Maria della Purità, gli “incappucciati”. Suggestivo è l’incontro della statua della Desolata con quella del Cristo Morto, per l‘estremo e ultimo saluto, nella piazza della Chiesa con il mare che fa da sfondo ad un momento di grande commozione e partecipazione della comunità.
https://www.turistinpuglia.it/it/scheda-tour/166/walking-tour-a-gallipoli

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https://www.turistinpuglia.it/it/scheda-tour/177/pasqua-in-puglia-matera-tour-di-4-giorni