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La pizzica: dalle origini ad oggi

La pizzica: dalle origini ad oggi

02.09.2020

Gonne lunghe, foulard rossi svolazzanti, ritmo incalzante e piedi nudi che volteggiano senza sosta: è la pizzica, la danza popolare salentina, che travolge con il suo fascino e la sua energia. Narra, con il linguaggio universale del corpo e della musica, l’antica storia della popolazione salentina delle campagne, che ancora oggi protegge la pizzica come patrimonio identitario e simbolo di folklore locale.

L’evento più importante, massima espressione della pizzica è la Notte della Taranta che ogni anno puntuale si ripete a Melpignano a fine Agosto, nella caratteristica cornice del centro storico della cittadina salentina. L’emergenza covid-19 ha chiuso le porte all’evento più atteso del tacco d’Italia in questo sfortunato 2020, durante il quale, in via del tutto eccezionale, concerti ed esplosive esibizioni, si sono tenuti senza il calore del pubblico e trasmessi in televisione.

Ma come nasce la pizzica?

La pizzica fa parte della famiglia delle “tarantelle” che, intorno al 1400, si diffusero in tutto il sud Italia. Essa è conosciuta con nomi differenti nei dialetti locali delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, aree in cui si sparse questo rito.

Esistono diverse teorie che sostengono l’origine di questa antica danza popolare: la prima ipotesi sostiene che giunga dalla Grecia come rito legato al culto di Dioniso (Bacco) per il quale ci si dovesse abbandonare a festeggiamenti sfrenati danzando senza sosta. Una seconda ipotesi vuole che la pizzica, anche detta “taranta”, fosse una danza-antidoto contro il morso della tarantola e che musicisti esperti accompagnati da tamburelli e altri strumenti, suonassero fino a far svanire l’effetto del veleno. Durante il lavoro nella campagne non di rado capitava che si venisse morsi da ragni velenosi che causavano uno stato di trance, curabile solo dal ballo. A questo evento si assisteva e si partecipava in collettività, sospendendo i lavori e ogni regola di moralità e ci si abbandonava alla danza in una sorta di momento liberatorio.

Nei secoli la danza è cambiata ed è cambiata anche la sua ambientazione: inizialmente, quando questa era considerata un antidoto, il rito si svolgeva con lo scopo di curare, fra le mura domestiche. Successivamente con la diffusione del Cristianesimo, si accostò la figura di San Paolo con le sue qualità curative alla pizzica, così, quando qualcuno necessitava del rito per disintossicarsi dal veleno del ragno, ci si recava presso la Cappella di San Paolo a Galatina dove fu eretto in suo onore un pozzo di acqua benedetta e li avveniva il rito di esorcizzazione. Oggi si svolge all’aperto e in pubblico, come divertimento, spesso in coppia. Fortunatamente la pizzica non vive solamente attraverso i ricordi dei più anziani, ma continua a far parte della cultura salentina, animando feste private e grandi eventi, come momento sacro di aggregazione e di espressione per ballerini, musicisti e tutti gli abitanti che tengono palpitante questa tradizione.

La pizzica può essere ballata in coppia come in un corteggiamento o da soli, con passi decisi o lenti, con sguardi fissi, muovendo il corpo con movimenti circolati, rotando i polsi e lasciando oscillare le mani. Le donne esprimono tutta la loro sensualità e femminilità, agitando in alto il foulard rosso e la gonna lunga che indossano, mentre i capelli sciolti danzano insieme al corpo. La scelta del foulard rosso non è casuale: esso è simbolo d’amore e passione, viene sventolato dalla donna che attraverso di esso invita l’uomo a seguirla nella danza.

La “pizzica scherma” avviene fra soli uomini in una sorta di combattimento ballato attraverso movimenti di agilità in cui si mostra la propria abilità e creatività nella danza, un po’ come avviene per certe specie animali che sfoggiano la loro dote migliore per corteggiare la femmina.

Durante i grandi eventi pubblici, come sagre e festival in piazza, i musicisti eseguono la “ronda”, un brano fatto con tamburelli e voci che creano un ritmo battente, energico e incessante che coinvolge tutti i presenti a ballare.

Lo strumento musicale principale è il tamburello leccese, spesso accompagnato da violino, fisarmonica, chitarra o mandolino, che accompagnano la voce mentre, in dialetto salentino, canta poesie che narrano l’amore sorto nel contesto della vita contadina.

Oggi questa danza vive attraverso l’abilità dei ballerini e dei musicisti che hanno ripreso le note della pizzica e riadattato le melodie ed è stata resa nota fuori i confini regionali e nazionali grazie ad eventi come “La notte della Taranta”, alle sagre di paese e ai concerti. Sono queste le migliori occasioni per assistere, durante il vostro viaggio in Puglia, a spettacoli di pizzica, se, invece, desiderate imparare i passi è possibile partecipare a corsi tenuti dai ballerini delle associazioni locali o nelle masserie.

https://www.turistinpuglia.it/it/scheda-tour/116/lezione-di-pizzica-salentina-in-masseria-a-monopoli