La festa patronale, vera autenticita’ pugliese

festa patronale

Scopri i riti religiosi più interessanti e spettacolari della Puglia 

Se sei in vacanza in Puglia e vuoi davvero immergerti nella cultura locale, allora non puoi perderti la festa patronale. 

In ogni borgo, piccolo o grande, ma anche nelle città pugliesi quando ci celebra il santo Patrono si vive una dimensione autentica, tra riti e tradizioni locali.

Le città si trasformano in anime in festa, si vestono di mille colori : le viuzze lastricate si riempiono di giovani, bambini, adulti e anziani.

La festa patronale in Puglia oggi è un evento culturale e sociale che mette in scena la drammaturgia del rituale. Tutti i partecipanti diventano attori della storia, nel senso  di divenire sostenitori dell’esecuzione del rito.

L’atmosfera che si respira è magica a tal punto che ogni visitatore ne rimane ammaliato.

C’è l’attesa e poi l’inizio della memoria tramandata. 

L’intera comunità acquisisce quell’identità storica peculiare che si differenzia da città a città ma che accomuna ogni partecipante a quell’essere parte dell’evento.

LA FESTA PATRONALE DI BARI

Tra le più famose feste patronali c’è la festa di San Nicola a Bari che si svolge  dal 7 al 9 Maggio, con un susseguirsi di riti, spettacoli, street food tipico barese, musica ed esposizioni artistiche .

Tre giorni consecutivi di festeggiamenti per ricordare, secondo tradizione le celebrazioni che accompagnarono l’arrivo delle spoglie di San Nicola a Bari nel 1087.

San Nicola è una figura carismatica; è considerato il protettore dei bambini. La leggenda, infatti,  racconta che già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne. 

La sua figura è associata anche a quella di Babbo Natale, in quanto regalò una dote a tre fanciulle povere perché potessero andare spose invece di prostituirsi e – in un’altra occasione – salvò tre fanciulli.

Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo, ossia il 6 dicembre. L’usanza è ancora viva nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Italia (nei porti dell’Adriatico, a Trieste e nell’Alto Adige): la notte del 5 dicembre in groppa al suo cavallino San Nicola lascia doni, dolciumi e frutta nelle scarpe dei bambini più meritevoli. 

LA FESTA PATRONALE DI LECCE

Lecce, invece, dal 24 al 26 agosto festeggia i suoi Santi Patroni, Giusto, Oronzo e Fortunato, con spettacoli, iniziative e manifestazioni, sia laiche che religiose, in grado di coinvolgere l’intera popolazione ed ogni fascia d’età.

in loro onore, si preparano alcuni dei piatti tipici, come i manicaretti, gustosissima pasta fatta in casa dalla forma simile a quella delle trofie; la “melanzanata”, in particolare, insieme ai  galletti di primo canto, cotti al forno a legna  .

Perché a Lecce si festeggiano tre santi?

Il Santo patrono di Lecce nacque in città nel I secolo d.C., quando il Cristianesimo cominciava a fare proseliti anche in Europa. Oronzo succedette al padre Publio come tesoriere dell’Impero Romano e proprio in quei giorni, mentre era a caccia col nipote Fortunato, console cittadino, incontrò San Giusto, grazie al quale decise di convertirsi.

Fortunato e Oronzo si fecero battezzare in seguito all’opera redentrice di Giusto ma, dopo alterne vicende, entrambi vennero decapitati per volere dell’imperatore Antonino nella tragica data del 26 agosto.

Oggi i leccesi lo ricordano e lo omaggiano, non solo come martire, che ha dato la vita in onore della fede cristiana, ma anche perché, secondo la leggenda, nel corso del 1600 salvò la città da una violenta epidemia.

LA FESTA PATRONALE DI MONOPOLI

Due volte l’anno, Monopoli rivive uno degli appuntamenti religiosi più importanti e particolarmente sentiti con la festa della Madonna della Madia. Tradizionale rievocazione del prodigioso approdo nella suggestiva cornice offerta da Cala Batteria della Madonna della Madia (Protettrice della città).

Rappresenta un punto fermo nella vita dei ferventi fedeli monopolitani avendo, in diverse occasioni, protetto la città come sarebbe avvenuto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. 

Il 16 dicembre le famiglie si riuniscono in casa e trascorrono insieme tutta la notte in un clima di festa per poi recarsi al porto e accogliere la Madre venuta dal mare su di una zattera.

L’appuntamento è  molto suggestivo e sentito sia perché è la rievocazione propria del giorno in cui l’icona arrivò a Monopoli sia per il fascino che aggiunge il clima natalizio.

I festeggiamenti si ripetono nel mese di agosto, mese mariano per Monopoli. Nei giorni 13-14-15-16 di agosto si svolgono i festeggiamenti solenni.

Non mancano le artistiche luminarie, i fuochi pirotecnici, le bande e le attrazioni per i piccoli; in questa cornice, il 14 agosto, si ripete l’approdo dell’icona, questa volta in tarda serata, seguendo lo stesso cerimoniale dell’approdo invernale.

LA FESTA PATRONALE DI OTRANTO

Ben tre Santi protettori vengono festeggiati ad Otranto. Nel primo giorno, il 14 agosto, di festa è dedicata ai Beati Martiri d’Otranto che nel lontano 1480 persero la vita a causa dei turchi.

Il 15 agosto è il giorno dedicato alla Madonna dell’Assunta, qui chiamata “del colera”, perché salvò il paese dal morbo, preannunciando la fine con un temporale.

Ultimo giorno di festa è il 16, ricorrenza di San Rocco. il Santo, di origine francese, vissuto nel XIV sec. guaritore dalla peste bubbonica, di origini nobiliari e valoroso cavaliere, avrebbe insegnato l’arte della scherma ai propri compagni di cella durante la sua prigionia nel Nord Italia, a Voghera.

Durante il suo viaggio di ritorno a Montpelier, sua città di origine, era stato, infatti, ingiustamente accusato di essere una spia e lasciato morire in carcere a soli 32 anni nella notte fra il 15 ed il 16 agosto.

LA FESTA PATRONALE DI TRANI

Trani, dal 29 luglio al 1 agosto, si veste in festa in onore del patrono San Nicola Pellegrino.

San Nicolino, così lo chiamano i tranesi,giunse a Trani il 20 maggio 1094 enunciando Kyrie eleison. Attirò subito intorno a sé un gran numero di bambini ai quali regalava ciliegie e altri frutti e andò per le vie della città lodando il Signore.

Il 2 giugno 1094 morì, molto giovane. Tanta fu la gente che si recò a visitare le sue spoglie: il suo corpo fu riposto nella chiesa di S. Maria de Russis (San Giacomo) e incominciarono a verificarsi i primi presunti miracoli.

Qualche anno dopo, su iniziativa dell’arcivescovo di Trani Bisanzio e a furor di popolo, fu canonizzato. Nel 1098 iniziarono i lavori per la costruzione della basilica a lui dedicata, la famosissima Cattedrale di Trani. 

Trani si si rende protagonista con un’altra festa patronale: la croce di Colonna che avviene il 3 maggio.

Secondo la leggenda, il 3 maggio del 1480 alcuni malviventi sottrassero dalla Chiesa di Santa Maria della Colonna un prezioso crocifisso ligneo, a cui fu inavvertitamente mutilato il naso di Gesu’. In breve tempo la scultura cominciò a sanguinare, così il ladri per lo spavento decisero di buttarla in mare. 

Oggi in quella data si ripete ogni anno una bellissima festa patronale, durante la quale il crocifisso è portato in processione sull’acqua e poi sulla terraferma, il tutto enfatizzato dalla solenne musica della banda locale e dall’esplosione di bellissimi fuochi pirotecnici.

L’intera processione prende le mosse dalla penisola di Colonna, sede della chiesa e del monastero di Colonna, percorre tutto il tratto di mare antistante il porto e poi la città vecchia. Terminata la processione, il crocifisso rimane esposto in una parrocchia della città per 5 giorni a beneficio dei cittadini che desiderino porgergli omaggio.

Infine, il crocifisso fa ritorno presso la Chiesa di Colonna, dove ha sede durante tutto il resto dell’anno.fuochi pirotecnici. L’intera processione prende le mosse dalla penisola di Colonna.

LA FESTA PATRONALE DI OSTUNI

Ogni anno, il 25, 26 e 27 Agosto, ad Ostuni si ripropongono, secondo tradizione (mai interrotta sin dal 1793), i festeggiamenti e una solenne processione con “cavalcata” a seguito, in onore di Sant’Oronzo, protettore della Città Bianca.

Nel 1657, infatti, Ostuni e altre località della Terra d’Otranto furono risparmiate dalla peste grazie a un miracolo che la credenza popolare attribuisce al Santo. Di qui nasce la devozione degli ostunesi, che si recano in processione al santuario eretto in suo onore sui costoni del Monte Morrone.

La statua in argento del Santo, prelevata dalla Cattedrale, è scortata proprio dai “valicali” a cavallo, cavalieri che indossano una divisa che richiama il periodo napoleonico (casacca rossa, pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio bianco-rosso) mentre il cavallo, oltre ai vari finimenti lavorati, è coperto da una gualdrappa rossa trinata di bianco e ricamata.

Lo spettacolo è meraviglioso, arricchito da suoni di trombe e melodie, la “ Cavalcata”, che pervade le strade della città antica. Un momento in cui si trasmettono di padre in figlio l’onore di far parte del drappello di scorta al Santo. Molti fedeli rientrano in Ostuni da altre città d’Italia o dall’estero, per tale appuntamento, rinnovando ogni anno un atto di fede e insieme d’amore per la propria terra.

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