Madonna della Bruna, grande festa a Matera ogni 2 luglio

madonna della bruna

A Matera, sabato 2 luglio è il giorno piu’ atteso dell’anno.

La città diventa bellissima, scintillante, sfarzosa per accogliere riti e rievocazioni storiche della Festa della Madonna della Bruna.

La leggenda medioevale narra  di un contadino che, durante il viaggio di ritorno a Matera, diede un passaggio sul suo traino ad una giovane sconosciuta.

Una volta  giunti nell’attuale rione “Piccianello”, la donna chiese  di consegnare un suo messaggio al vescovo. 

Poco dopo scomparve agli occhi del contadino. Ben presto fu svelata l’identità della donna, cioè la Madonna.  Nel messaggio  era racchiusa la richiesta da parte della giovane al vescovo di restare a Matera. 

Il vescovo ed il clero si recarono immediatamente nel luogo in cui la donna era scesa dal carro e lì trovarono un’immagine della Vergine che, posta su un carretto riccamente ornato, venne portata in trionfo fino alla Cattedrale.

Il ricorso alla leggenda per colmare le lacune della storia è ricorrente. L’inizio delle celebrazioni in onore della Madonna della Bruna risale  al 1389, vale a dire a quando papa Urbano VI (già arcivescovo di Matera ed Acerenza dal 1365 al 1377) collegò la festa della Bruna a quella della  Visitazione di Maria ad Elisabetta (detta anche del Magnificat), fissando al 2 luglio la sua data nel calendario liturgico.

MADONNA DELLA BRUNA: LA PROCESSIONE DEI PASTORI  

Il primo incontro con il rito della Madonna della Bruna inizia alle 4,30, quando parte dalla Cattedrale  la processione dei pastori; lì, sul sagrato della chiesa omonima, si celebra la prima messa della giornata, al termine della quale partono i primi fuochi d’artificio in segno di inizio di festa. 

La città è ormai in risveglio, pronta ad accogliere il momento della “Diana”, secondo la cultura agro-pastorale. Non esistono fonti storiche certe riguardo questo rito, ma secondo fonti orali tramandate nei secoli questa processione nasce nel 1698 per opera della Confraternita dei pastori. 

Per la loro processione i pastori utilizzavano un’immagine della Madonna della Bruna, di autore anonimo, raffigurata in un quadro ad olio su lamina di rame.

Il quadro dei pastori, dunque, percorre le vie cittadine fino alla chiesa di San Francesco da Paola per la celebrazione di una seconda messa, al termine della quale la processione conclude il suo percorso in Cattedrale.

In questa prima fase della processione si assiste ad un’immagine rituale simile alla transumanza:la fiumana di gente che accompagna per le vie dei Sassi è paragonabile a quella consuetudine del trasferimento del bestiame dalle zone pianeggianti a quelle montane. Le soste di preghiera ricordano peraltro le tappe, spesso associate a luoghi di culto, in cui ci si incontrava per lavorare la lana tosata o  i prodotti caseari o  per commerciare.

MADONNA DELLA BRUNA: LA PROCESSIONE AL CARRO  

La seconda processione, parte nella seconda parte della giornata. Questa volta il corteo è caratterizzato dalla presenza dei Cavalieri della Bruna che accompagnano l’effigie della Madonna posta su una carrozza  lungo un percorso che va dalla Cattedrale alla chiesa parrocchiale del rione Piccianello, ubicata nei pressi della fabbrica del carro. 

Su un’altra carrozza  prende posto l’arcivescovo che porta con sé l’immagine  di Gesù Bambino, che, pertanto, viene tolto dal braccio sinistro della Madonna.

 Tale rito è quello che più richiama il significato della festa della Visitazione di Maria ad Elisabetta, a cui quella della Bruna è collegata, secondo l’episodio del Vangelo di Luca (1, 39-42). Quando, infatti, Maria si recò dalla cugina per assisterla negli ultimi mesi di gravidanza di Giovanni Battista, questi al suo saluto sussultò nel grembo di Elisabetta, riconoscendo la vicinanza del Salvatore in quello di Maria. 

Ebbene, durante tale processione Gesù Bambino viene tolto dal braccio della Madonna perché, infatti, quando Maria andò ad assistere Elisabetta, Gesù non era ancora nato e, perciò, era “invisibile” nel suo seno. Inoltre, la processione con le immagini separate raffigura anche il percorso intrapreso da Maria per raggiungere la città di Giuda dove abitava Elisabetta. La Bruna, pertanto, esce da Matera come se partisse da Nazaret e, come narrato nel passo evangelico di Luca, compie la strada verso altra località lontana, la fabbrica del carro, che va a rappresentare il luogo di residenza della cugina da assistere.  

Quando le due immagini giungono al rione Piccianello vengono depositate, ancora separate, nella chiesa, in attesa di essere trasferite nel pomeriggio alla vicina fabbrica, dove li attende il carro trionfale. Ancora fuochi d’artificio come segno di conclusione di questa seconda fase del rito.

PROCESSIONE SERALE ED I “TRE GIRI”  

A metà pomeriggio si svolge un rito carico di forte simbolismo. Le due immagini,vengono unite e collocate sul carro trionfale. E’ un momento sublime perché rappresenta l’incipit  della maternità sublimata nella Vergine Maria  ricongiunta con il divino, Gesu’ bambino

Il carro, si avvia trainato da otto muli e preceduto da un corteo formato dalla “bassa musica”, dalla Cavalcata, verso Piazza Duomo quando è sera inoltrata. 

Lì, insieme ad un manipolo di cavalieri in costume, allo squillo del trombettiere e recando ancora su di sé la Madonna della Bruna, compie tre giri intorno alla piazza, per invocare la protezione sulla città. Una volta depositata la Madonna in chiesa, il carro è pronto per essere dato in pasto agli assalitori che lo aspettano in piazza Vittorio Veneto.  

LA DISTRUZIONE DEL CARRO   

Qui comincia la fase dello “strazzo”.Un momento adrenalinico che raggiunge il culmine quando, giunto in Piazza Vittorio Veneto, viene preso d’assalto e smembrato, dai materani che si portano via un pezzo come segno augurale. 

In meno di cinque minuti il carro perde la sua corazza, rimanendo solo con il suo scheletro di legno.  Ma da secoli il carro della Bruna muore e rivive sempre con l’auspicio che il nuovo sia più bello e più sontuoso dei precedenti. Il rito, così, si conclude a notte fonda. Non mancano sontuosi fuochi d’artificio tra le gravine pronti a porre fine alla festa.

Lo spettacolo è unico.

Foto: account ufficiale Festa della Bruna 

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